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Dalla
nascita dell'universo, presumibilmente e secondo la conoscenza
umana, inizia il trascorrere del tempo. I cambiamenti materiali e
spaziali regolati dalla chimica e dalla fisica determinano, secondo
l'osservazione, il corso del tempo. Tutto ciò che si muove e si
trasforma è così descritto, oltre che chimicamente e fisicamente,
anche a livello temporale. Il dato certo dell'esperienza è che tutto
quanto interessa i nostri sensi è materia, ovvero trasformazione di
materia, visto che tutti gli oggetti materiali si modificano; alcuni
lo fanno in tempi brevi, altri in modo lento, ma tutti sono
"destinati" a trasformarsi. |
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Ma come
si misura il tempo?
L'unità di misura standard del Sistema
Internazionale è il secondo. In base ad esso sono definite misure
più ampie come il minuto, l'ora, il giorno, la settimana, il mese,
l'anno, il lustro, il decennio, il secolo ed il millennio. Il tempo
può essere misurato, esattamente come le altre dimensioni fisiche.
Gli strumenti per la misurazione del tempo sono chiamati orologi.
Gli orologi molto accurati vengono detti cronometri. I migliori
orologi disponibili sono gli orologi atomici.
L'esigenza di misurare il trascorrere del
tempo era sentita fin dall'antichità. Il più semplice strumento
realizzabile è stato la meridiana, costituita al minimo da un palo
infisso nel terreno, il cui uso è documentato in Cina a partire dal
III millennio a.C. Il complesso di Stonehenge è ritenuto un
dispositivo astronomico per la determinazione del momento
degli equinozi. Fino a che la misurazione del tempo avveniva con le
meridiane, la suddivisione prevalente del tempo era quella in cui
l'ora rappresentava la dodicesima parte del ciclo diurno, dall'alba al
tramonto. Era perciò più lunga d'estate e più corta d'inverno.
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Lo
svantaggio principale della meridiana è quello di non funzionare di
notte o nelle giornate nuvolose. Per questo motivo furono sviluppati
orologi alternativi, basati sul progredire regolare di eventi. La
clessidra per esempio è un semplice dispositivo basato sulla
regolare fuoriuscita di acqua da un contenitore forato.
L'uso di clessidre da parte degli Egizi è
documentato nel XV secolo a.C. In Grecia le clessidre furono usate
per scandire la durata di gare, giochi, turni di guardia e
anche per controllare la durata delle deposizioni in tribunale. Nel
III secolo a.C. in Grecia le clessidre si svilupparono nei più
precisi orologi ad acqua, nei quali l'acqua fluiva tra due
contenitori collegati. Furono anche creati orologi ad acqua dotati
di un sistema meccanico di indicazione dell'ora.
La
clessidra a sabbia è nata nel XIV sec.;
la
sua caratteristica è quella di non
richiedere un "rifornimento" costante; grazie a questa rivoluzione è
quindi possibile trasportarla. All'inizio nel punto di unione vi era una piastrina
metallica con il foro, il tutto tenuto insieme con cera e spago; in
seguito al progresso della lavorazione del vetro vennero realizzate
in un
unico pezzo .
Nel corso del Medio Evo furono inventati i
primi orologi meccanici: nel giro di un mezzo secolo, all'inizio del
Trecento, molti campanili cittadini vennero dotati di orologio.
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